PRINCIPI
Il lavoro viene prima del software.
iWineBook parte dal mestiere, non dalla tecnologia. Ogni scelta di progetto deve ridurre passaggi, duplicazioni e aggiornamenti inutili. Lo strumento si adatta a chi lavora.
Il mestiere deve restare al centro.
Un ristoratore oggi non può essere contemporaneamente ristoratore, sommelier, informatico, grafico, commercialista, consulente e amministratore di database.
iWineBook nasce per trasformare le incombenze ripetitive in procedure più semplici, coordinate e automatiche.

Non vogliamo insegnarti a gestire software.
Vogliamo che il software gestisca meglio ciò che oggi fai a mano.
Troppi strumenti.
Pochi collegamenti.
La stessa informazione può finire nel gestionale, nella carta dei vini, in un PDF, nel sito o in un foglio di calcolo. Ogni copia crea un nuovo punto da controllare e aggiornare.
Inserisci una volta.
L’informazione entra nel sistema nel punto giusto.
Riutilizza ovunque.
Lo stesso patrimonio di dati alimenta usi e profili diversi.
Cambia una volta.
L’aggiornamento deve propagarsi dove serve, senza duplicazioni.
Otto regole di progetto.
Una sola direzione.
Ogni nuova funzione deve risolvere un problema reale, non creare un nuovo lavoro da gestire.
Il tempo è il primo valore
Ogni funzione deve far risparmiare tempo reale. Se aggiunge passaggi senza creare valore, va ripensata.
Un dato si inserisce una volta sola
Se un’informazione esiste già, non deve essere riscritta. Il sistema deve riutilizzarla.
Il catalogo viene prima della carta
Chi costruisce una carta deve selezionare ciò che propone, non ricostruire ogni volta il mondo del vino.
Un aggiornamento deve propagarsi
Quando cambia un’informazione condivisa, non devono nascere dieci correzioni manuali.
L’automazione deve essere controllabile
Il sistema può suggerire, verificare e aggiornare. Le decisioni importanti restano nelle mani dell’utente.
Un solo ecosistema, usi diversi
Attività, distributori, produttori e appassionati lavorano sullo stesso patrimonio di informazioni.
Il software segue il mestiere
Non chiediamo alle persone di cambiare il proprio lavoro per servire il programma.
Ogni funzione deve meritare il suo posto
Una funzione utile deve togliere attrito, non aggiungere complessità da amministrare.
Condividere il dato.
Non duplicare il lavoro.
La carta dei vini non dovrebbe essere un documento da riscrivere ogni volta. Deve essere una selezione personale costruita sopra informazioni già organizzate.
Produttore, territorio, denominazione, tipologia, vitigni, annate, formati, gradazione e informazioni tecniche vengono gestiti una volta e poi messi a disposizione di chi ne ha bisogno.
Il dato è condiviso. L’utilizzo cambia a seconda di chi lo usa.
Persone diverse.
La stessa informazione.
Costruisce e aggiorna la propria selezione.
Portano i propri vini verso i clienti.
Contribuiscono alla qualità del catalogo.
Organizzano vini, annate e formati.
Non sono quattro programmi separati. Sono quattro modi diversi di entrare nello stesso ecosistema.
Lasciare alle persone solo ciò che richiede davvero una persona.
Il nostro lavoro è individuare progressivamente le piccole incombenze che consumano attenzione ogni giorno e trasformarle, dove possibile, in procedure coordinate, centralizzate o automatiche.
Se può farlo il sistema senza toglierti controllo, non dovresti essere costretto a farlo tu.
iWineBook non vuole diventare il centro del tuo lavoro. Vuole lasciarti più spazio per farlo.